martedì 27 gennaio 2015

HAPPY BIRTHDAY ALE

Con tutto l'affetto, la stima e la simpatia che provo per te cara Alessandra, mi associo al coro di emmeticine ed emmeticini e  ti invio un augurio di vero cuore di buon compleanno!
Ho scelto di offrirti la mia interpretazione della tua recente torta di mele al latte condensato non perché non avessi voglia o tempo di andare a spulciare nella tua immensa raccolta di dolci ma perché proprio quel post, in cui invocavi il conforto delle mele, a cui sei peraltro allergica,  oltre che la ricetta della torta, mi avevano particolarmente colpita.
Dopo lo scoppiettante addio al consorte con l'intoppo della dimenticanza del portafoglio, che avevi descritto con il tuo solito stile frizzante ed esilarante, il post successivo era drammaticamente nostalgico e triste. Sentimenti comprensibili ed inevitabili.
Anche la donna più forte, esuberante e sicura di questo mondo si abbandona allo sconforto e alla malinconia che ogni addio o grande cambiamento porta con sé, a maggior ragione se questi sconvolgimenti arrivano in un'età dove, anche se non lo vogliamo ammettere, abbiamo bisogno di punti fermi, di sicurezze, delle nostre cose. E' stato proprio quello che ha attirato la mia attenzione, il tuo non voler accettare di essere attaccata alle tue cose e infatti....sbaglio o te ne sei portata dietro una vagonata??? hahahahaha sdrammatizziamo vai....e con gli auguri di buon compleanno, ti auguro che, come avevo commentato sullo stesso post, questa nuova avventura rappresenti per te, un nuovo TEMPO DELLE MELE!!  Anche a 49! Sìììììììììì!
 
 
TORTA DI MELE AL LATTE CONDENSATO
 
Questa torta perché mi ha attratto l'utilizzo, per dirla alla Van Pelt,  di una porcata come il latte condensato e una finesse come il glaçage royal che manco sapevo cosa fosse ma mi sembrava una figata appunto! E lo è, perché la torta è buonissima e ho usato le mele giuste, le renette. E sono stata scientifica al milligrammo nonostante le divisioni e le moltiplicazioni per ridurre le dosi!! Si perché io  le devo sempre adattare alla mia micro famiglia o alle teglie a disposizione, senza contare che si vorrebbe stare un po' a dieta ma come si fa????

La ricetta è la tua, ho diviso per 3 e moltiplicato per 2 tutte le dosi (farne metà era proprio piccina e che diamine!!) che non sto a riportare.  Perfetta, spiegata in ogni minimo dettaglio, come sempre, che facilita anche le pasticcere più reticenti come la sottoscritta. Lo so....lo so....stai già pensando perché non la smetto di dire che non sono brava a fare i dolci, vero, quando mi impegno, li faccio pure io, basta applicarsi e rispettare le regole e soprattutto attingere a fonti affidabili come la tua!!

PS: IL CONSORTE RINGRAZIA PER L'OCCASIONE DI MANGIARE UNA TORTA BUONA ANZICHE' I MIEI ESPERIMENTI ESTEMPORANEI E TI AUGURA ANCHE LUI UN MERAVIGLIOSO COMPLEANNO E UN MONDO DI BENE



 
 
 
 
 

domenica 25 gennaio 2015

CHI CUCINA ALL'OFFICINA, 22 GENNAIO, ADUA VILLA E IL SUO MENU GLOBETROTTERGOURMET

 
 
CHI CUCINA ALL’OFFICINA nasce da un'idea di  Emanuele Vallini, chef e patron della Taverna La Carabaccia di  Bibbona, Li, che si propone di  portare nella   cucina  della sua Officina Vallini - spazio attiguo e cuore pulsante della Carabaccia, vera officina del gusto e fucina di idee -   personaggi noti, di ogni settore, magari vicini al mondo dell’enogastronomia, o anche no, ma non cuochi!
L’ospite si trasforma in cuoco per una sera e si racconta attraverso i piatti che propone,  evocativi di emozioni, ricordi, oggetti o episodi della sfera personale o lavorativa e si intrattiene con i commensali per commentare, conversare e condividere piatti e parole.    
Sono felice di collaborare con Emanuele e condividere il successo di questi piacevoli eventi.
Infatti, dopo il grande successo ottenuto nella prima serata, 20 novembre 2014,  in cui la produttrice vinicola Cinzia Merli, dell’azienda Le Macchiole di Bolgheri ha vestito i panni da chef e ci ha deliziati con il suo menu L’Orto e L’Aia e dopo la pausa delle festività natalizie, abbiamo ripreso le attività di CHI CUCINA ALL’OFFICINA, il 22 gennaio,  con un’altra signora del vino, questa volta Sommelier e Globetrottergourmet come lei stessa ama definirsi: ADUA VILLA www.aduavilla.com
                                                                                   
Noto volto televisivo, ha al suo attivo partecipazioni ad importanti trasmissioni Rai, quali La Prova del Cuoco, Uno Mattina e Uno Mattina Estate ma anche  Canale 5  e Alice Tv, è stata inoltre per sette anni la  voce femminile della frizzante trasmissione radiofonica Decanter di Radio 2. Oggi è l’inviata ufficiale dell’Italia della Web Radio Gastronomica più seguita nel mondo, con un programma in lingua spagnola che si chiama Globetrottergourmet desde Italia, www.gastroradio.com 
Pluripremiata Sommelier Ais e Sommelier Master Class, ha collaborato con la Guida Duemilavini, attualmente la sua firma è su molte riviste di Lifestyle: Diva&Donna, F, For Men, Natural Style e su La Freccia, la free press più letta in Italia, di Trenitalia.  Partecipa a manifestazioni internazionali e ha pubblicato libri dedicati al vino e alla cucina. La sua ultima fatica, il suo sesto libro, alla seconda ristampa:  “Vino Rosso Tacco 12”, Cairo Editore, un frizzante romanzo che ha come sfondo il mondo del vino,  presentato dalla stessa autrice durante la serata all’Officina. 
Il menu proposto da Adua per CHI CUCINA ALL’OFFICINA non poteva che fare riferimento alla sua vita da Globetrottergourmet e includere quindi piatti appresi in ogni angolo del mondo, senza dimenticare però i sapori di casa e onorare le sue origini abruzzesi.
 
Adua è nata in Venezuela da genitori abruzzesi. Ha vissuto in Venezuela fino all'adolescenza, cresciuta da una tata messicana, per cui la sua formazione culinaria affonda profondamente le radici nella variegata gastronomia del sud e centro America con incursioni thai grazie ad un corso seguito a Montreal, dove ha vissuto per ca un anno,  che ha segnato una svolta nella sua dieta alimentare in direzione della naturalità e della salubrità della cucina. Ma quando torna da mammà non disdegna i sapori forti e gustosi della cucina casalinga regionale.
 
Un curriculum personale e un bagaglio di esperienza di vita che potrebbero intimorire invece Adua si presenta con grande semplicità, è  socievole, disponibile, garbatamente spiritosa e modesta,  ti conquista immediatamente. Ho avuto l'onore e il piacere di condividere il convivio all'Officina, giovedì scorso,  con lei e l'amico Giorgio Dracopulos che mi ha battuta sul tempo e ha già immortalato l'evento nel suo blog LA TAVOLOZZA DEL GUSTO!

Un ultimo assaggio prima del via!
 
 
Conversando e passando da un argomento all'altro, tra una portata e l'altra, abbiamo scoperto altre passioni in comune oltre al vino e alla cucina, la vela! E condividiamo la passione anche per un famoso fascinoso velista, icona della vela italiana: Mauro Pelaschier. Solo che lei ha avuto anche l'occasione di condividere, con il mitico skipper, il pozzetto di una barca durante la Barcolana, scusate se è poco, e lei te lo racconta come se si stesse confidando con un'amica e tira fuori l' iPhone e  mostra sorridente le foto dell'evento triestino.

Durante tutta la serata, Adua non si risparmia e gira come una trottola fra i tavoli, intrattenendosi con gli ospiti e rispondendo ad ogni loro domanda e curiosità, commentando i piatti, descrivendo i vini proposti, scambiando battute, dispensando e ricevendo sorrisi e applausi. Meritatissimi.


Al tavolone centrale del gruppo di Poggio Rosso, azienda vinicola di Populonia, a cui ho dedicato un paio di post  su Insalata Mista e Poverimabelliebuoni

 

Con Francesco Belà, titolare di Mia24 e Bolgheri eyeswear, nonché produttore dei vini De' Re, Tuscany Luxury e i suoi amici
 

Questo il menu che Adua aveva proposto e che ha realizzato insieme allo chef Emanuele Vallini,  e al suo staff:
 
 
 Accompagnato dai vini del Consorzio del Prosecco doc:
 
 
Mionetto Extra Dry”, Prosecco D.O.C. Treviso, Azienda Mionetto di Valdobbiadene (TV) per i primi quattro piatti (l'extra dry è il compagno ideale della cucina etnica, speziata e piccante)
 

 - “Villa Sandi Brut”, Prosecco D.O.C. Treviso, Azienda Villa Sandi di Crocetta del Montello (TV) che ha retto le salsicce con le patate

- “25+2y Celebration Millesimato “S” 2013” (dry) Prosecco D.O.C. Treviso, Azienda Astoria di Crocetta del Montello (TV) per la crema "errante" al limone
L'olio extravergine proposto per la serata è prodotto dal Podere Sacchirotti
 
 
Adua era ospitata dall'Agriturismo Nonna Stella, di Bibbona
 
 
 
 
Si mangia!
 
le polpette di cece nero con salsa di pomodoro all'Aji peruviano, delicatamente piccante
 
 Le sfiziose arepas di mais con pollo e salsa di avocado da mangiare con una spruzzata di limone
 
 
zuppa thai di lenticchie rosse, in brodo di verdure, con cocco grattugiato. squisita e assolutamente da rifare nella versione originale che prevede anche lo zenzero fresco
 
Raffinato e profumato il tortino di riso basmati croccante con scaglie di mandorle in salsa al curry
 
 
Si gira il mondo ma poi si torna a casa! Saporitissime salsicce e patate all'abruzzese,
il comfort food di casa di Adua
 
 
La crema "errante" di limone, con sfoglie croccanti e frutti di bosco.
"errante" perché la accompagna ovunque ma solo con i frutti di bosco che raccoglie a casa sua in Abruzzo assume il sapore del cuore! 
Conclusione in leggerezza di un percorso gustativo coerente, ben congeniato ed eseguito. E come la foto anticipa, a fine cena è arrivato anche il momento del libro VINO ROSSO E TACCO 12.
 
  Emanuele e Adua,  che si sono conosciuti in Rai, nelle trasmissioni Una Mattina e Uno Mattina estate, di cui spesso Emanuele è stato ospite,scherzano davanti all'obbiettivo
 
Vino rosso e tacco 12 è un libro gustoso, spumeggiante, a tratti esilarante, a tratti drammatico, che racconta le avventure e disavventure di Gilda, una giovane ed avvenente wine taster giramondo coi tacchi a spillo, alla ricerca dell'uomo e della cantina ideale. Ho iniziato a leggerlo ieri e ho resistito alla tentazione di divorarmelo velocemente e finirlo nel weekend, tanto è coinvolgente ma da buongustaia, mi centellino ogni pagina come si sorseggia con la giusta calma e concentrazione un buon vino.  E intanto mi godo la mia dedica in ricordo di una piacevolissima e gustosa serata!
 
 
Un grazie di cuore e complimenti ad Adua per la sua competenza mai ostentata, per la sua simpatia e affabilità, apprezzata da tutti i presenti e  che ha reso la serata veramente speciale! Complimenti anche ad Emanuele per averla invitata.  E ora, come si conviene,  un po' di foto ricordo.....
 
 Adua con la Signora Edy di Poggio Rosso, sua fan da anni!

Il brindisi della famiglia Bocelli, Podere Sacchirotti con la Signora Stefania Filiaci dell'Agriturismo Nonna Stella
 
 
Valentina e babbo Bocelli con Adua
 
Adua, Emanuele e Francesco Belà
 
 
 Ornella, Emanuele, la sottoscritta e Adua
 
 
Chi sarà il prossimo ospite di CHI CUCINA ALL'OFFICINA? seguiteci e lo scoprirete......

 


martedì 20 gennaio 2015

MOUSSE DI SEDANO RAPA, CANTUCCINI, LIQUIRIZIA E CIOCCOLATO BIANCO

Uffa! E' una congiura! Siccome ho vinto....ehm....qualche contest, tutti a dire che se partecipo io, faccio scappare gli altri concorrenti. Ora, mi sembra proprio un'esagerazione, anche se stiamo scherzando è ovvio! Oppure, non sarà terrorismo psicologico? Vogliono torturarmi fino a farmi desistere? E io li frego tutti quanti...hahahahah...e continuo imperterrita!
Dopo la MATTONELLA DI FEGATINI, CANTUCCINI E VIN SANTO, ecco quindi  la mia seconda proposta per il bel contest indetto da Vetrina toscana in collaborazione con Claudio Martini Editore : BISCOTTI D'AUTORE per celebrare la grande tradizione dei   Cantuccini di Prato.
 
MOUSSE DI SEDANO RAPA, BRICIOLE DI CANTUCCINI ALLE MANDORLE, POLVERE DI LIQUIRIZIA E SCAGLIE DI CIOCCOLATO BIANCO
 
 
un dolcetto semplice semplice ma con un ingrediente insolito per un dolce, il sedano rapa! Il suo gusto vagamente nocciolato e neutro ma fresco può essere sfruttato bene per un dolce. Moreno Cedroni, in un suo piatto storico, faceva essiccare in forno sottili  fette di sedano rapa ricavandone delle sfoglie croccanti, montate poi con strati di  mousse di mozzarella e salsa  gianduia.
In questo caso il croccante è rappresentato dai cantuccini, e il sedano l'ho infilato nella mousse e il gioco funziona. Un dessert fresco, leggero e divertente!

Ingredienti per 4 porzioni

500 g di sedano rapa (peso lordo con la corteccia)
200 ml di panna fresca liquida
80-100  g di zucchero a velo vanigliato
una decina di cantuccini di Prato alle mandorle
1 cucchiaio di polvere di liquirizia
40 g di cioccolato bianco

Decorticare il sedano, tagliarlo a fette e cuocerlo al vapore. Disporlo su un colino rivestito con carta scottex e farlo sgocciolare bene.
Montare la panna, aggiungere delicatamente la purea di sedano  ben sgocciolata e addolcita con lo zucchero a velo.
Sbriciolare grossolanamente i cantuccini, disporli sulla base di una coppetta o bicchiere, riempire con la mousse, completare con altri cantuccini, cospargere con un pizzico di polvere di liquirizia e scagliette di cioccolato bianco grattugiato.
Tutto qui!
 
 
La "coppetta" quadrata è in realtà una formaggera, in alternativa si può anche provare il classico bicchiere da cocktail, un po' più sfruttato ma sempre scenografico: 
 
 







 

mercoledì 14 gennaio 2015

MATTONELLA DI FEGATINI, CANTUCCINI E VIN SANTO PER BISCOTTI D'AUTORE, VETRINA TOSCANA


 
MATTONELLA DI PATE' DI FEGATINI, GELATINA AL VIN SANTO, ARANCIA E ZENZERO, BRICIOLE DI CANTUCCINI ALLE MANDORLE, SALSA
AGRODOLCE AL CAVOLO VIOLA
 
La mia prima proposta per il contest/raccolta BISCOTTI D'AUTORE, iniziativa di Vetrina Toscana in collaborazione con Claudio Martini Editore per celebrare la grande tradizione dei   Cantuccini di Prato.
 
Ho una discreta selezione di cantuccini, dolci e salati sia su Insalata Mista che su Poverimabelliebuoni, fra questi i miei CANTUCCINI ALLE ACCIUGHE, diventati ormai un mio cavallo di battaglia, di cui ho in mente una variante da proporre per questo contest.
 
In questo caso però mi sono divertita ad utilizzare i cantuccini classici alle mandorle come ingredienti di un piatto abbinandoli ad ingredienti salati, precisamente: il classico paté di fegatini toscano. Se pensiamo ad un paté di fegato accompagnato dal pan brioche o anche dal panettone, entrambi tostati,  non dovrebbe stupire l'abbinamento con i cantuccini. La prima idea era di farne una pralina, coperta cioè di granella di cantuccini,  però è una soluzione ormai sfruttatissima anche se sempre valida, allora ho optato per una mattonella, dal momento che avevo lo stampino e non l'avevo ancora usato! Per completare il piatto e onorare la tradizione con l'immancabile vin santo, ho pensato ad una gelatina e infine una salsetta agrodolce che impreziosisce la complessità gustativa  e crea un interessante contrasto di colore nella composizione. Viola e arancio fa molto Yves Saint Laurent, n'est-ce pas? 
 

 
 
Ingredienti per 6 mattonelle da 2,5x2,5x 7,5 cm
 
Paté di fegatini di pollo
 
300 g di fegatini di pollo
2 cucchiai di trito di sedano, carote, cipolle, aglio
1/2 bicchiere di vin santo toscano
3-4 filetti di acciughe salate
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 foglia di alloro, 2-3 foglie di salvia, un ciuffo di prezzemolo
Olio extra vergine d'oliva, sale e pepe qb
 
Pulire bene  e lavare i fegatini sotto acqua fredda corrente, asciugarli con carta assorbente.
Far rosolare in un paio di cucchiai d’olio il trito di sedano, carote, aglio e cipolla con la foglia di alloro spezzata e le foglie di salvia, le acciughe, mondate, diliscate e ben sciacquate e dissalate, i capperi ben dissalati. Aggiungere i fegatini tagliati a pezzetti, far insaporire a fuoco vivo, sfumare col vin santo, abbassare la fiamma, cospargere di prezzemolo tritato, coprire e lasciar andare fin che i fegatini saranno cotti, aggiungendo se necessario un po’ di acqua calda durante la cottura. A fine cottura, regolare di sale e pepe, togliere l’alloro e la salvia, frullare il tutto a crema. 

Gelatina al vin santo

120 ml di vin santo del Chianti Doc
40-50 ml di succo d'arancia fresco*
5 g di zenzero grattugiato
1/2 cucchiaino di agar agar in polvere

* Regolare la quantità di succo d'arancia in base al grado di acidità e a seconda della dolcezza del vin santo (un buon vin santo invecchiato sarà più secco), nel caso correggere con un po' di zucchero di canna, il gusto deve risultare equilibrato dolce-acidulo con il piccantino dato dallo zenzero.
Porre sul fuoco un pentolino con il vin santo, il succo d'arancia e lo zenzero grattugiato opportunamente dosati. Sciogliere l'agar agar in un cucchiaio di liquido, aggiungerlo al resto, portare a bollore per 1 minuto ca, spegnere, filtrare e riempire gli stampini formando uno strato di 6-7 mm. Far solidificare.
Quando la gelatina sarà ben solida, aggiungere il paté di fegatini pressando e livellando bene fino a 0,5 mm ca dal bordo. Mettere in frigorifero a compattare.

Salsa agrodolce di cavolo viola

20 g di cipolla di Certaldo
150 g di cavolo crauto viola
una manciata di uvetta sultanina
olio evo, aceto di mele, zucchero e sale qb

Affettare finemente le cipolle e il cavolo, rosolarli in padella con un filo d'olio, spruzzare con l'aceto, aggiungere una cucchiaiata di zucchero e un cucchiaino di sale, far andare qualche minuto a fuoco vivace, poi abbassare,  portare a cottura aggiungendo dell'acqua calda poco alla volta,  facendo in modo di lasciare un po' di liquido a cottura ultimata. Frullare, diluire con l'acqua di cottura, condire con un po' d'olio evo a crudo.
Far insaporire le uvette, precedentemente ammollate in acqua calda, nel fondo di cottura del cavolo.

Per completare:

6-7 cantuccini di Prato alle mandorle
scorzette d' arancia non trattata

Composizione piatto:

Rovesciare gli stampini su un tagliere rivestito di carta da forno, farli riposare per ca 30-40' o quanto basta per portarli a temperatura ambiente.
Posizionare una mattonella in ogni piatto da portata con la gelatina alla base. Cospargere la superficie con una granella grossolana di cantuccini (operazione da farsi al momento di portare in tavola per mantenere la fragranza e la croccantezza dei biscotti), guarnire con alcune scorzette d'arancia.
Decorare il piatto con delle strisciate di salsa al cavolo viola, uvette e scorze d'arancia.

 
 
 

domenica 21 dicembre 2014

TARTUFO BIANCO A GOGO, RISTORANTE DA VINCI EATALY, FIRENZE

 
Giovedì 18 dicembre, ho finalmente avuto il piacere di gustare la cucina di Enrico Panero, giovane ed energico chef del Ristorante Da Vinci di Eataly,  Firenze, in un'esclusiva serata dedicata a sua maestà il Tuber Magnatum Pico, ovvero il Tartufo Bianco. Tartufi proposti dall'azienda umbra Urbani Tartufi e accompagnati dai vini della Certosa di Belriguardo, di proprietà di Gianna Nannini. A fare gli onori di casa c'erano Alessandro Frassica, il famoso creatore di 'Ino, a cui il  padre di Eataly, Oscar Farinetti ha affidato la guida della succursale fiorentina, e Sabrina Somigli, chef del ristorante di famiglia Il Maccherone di Doccia e brillante food blogger di Ecce Kitchen, responsabile della Didattica ed Eventi di Eataly, Firenze, che ringrazio per il cortese invito.
 
 
La cucina di  Enrico Panero mi aveva incuriosita  dal momento in cui avevo sentito parlare di lui, quando pochi anni fa, gli erano state affidate le redini del ristorante Marin di Eataly, Genova dove mi ripromettevo di andare e mai ho mantenuto la promessa. Piemontese, classe 1987, quindi giovanissimo ma con un curriculum da paura  che scopro solo ora!
Il giovane chef è dotato, oltre che di grande talento, anche di una presenza fisica importante, grazie alla sua ragguardevole statura, inoltre sfodera un carisma naturale, garbato, elegante, con quella "erre" appena accennata e un po' aristocratica che gli conferisce un piglio autorevole ma dimesso. Queste le prime impressioni appena incontrato, appena l'ho sentito presentare il menu della serata durante l'aperitivo, impressioni che sono state confermate in seguito, quando mi sono intrufolata in cucina con la mia reflex e l'ho visto all'opera con tutto il suo staff! Ma procediamo per gradi.... e intanto gustiamoci l'aperitivo:
 
 
Oltre ad una nutrita selezione dei vini della Certosa di Belriguardo, un gradevole metodo classico  Alta Langa di Fontanafredda
 
All'arrivo gli ospiti venivano inebriati dal penetrante aroma di questi spettacolari tartufi bianchi di cui avrebbero poi goduto una generosa grattugiata su ogni piatto!
 
Cannoli di cous cous croccante, una vera delizia!
 
I bollito pops, spiritoso omaggio dello chef piemontese alla sua regione
 
Schiaccia, finocchiona e salsa verde e anche la Toscana viene onorata come in molti altri piatti che seguiranno in un continuo duetto Piemonte/Toscana e non solo
 
Adoro la Robiola di Roccaverano.....

Cartocci di verdure fritte perfette (c'erano anche le mie amiche acciughe, da non credere, non sono riuscita a fotografarle, sono sparite in un batter d'occhio o forse mi sono distratta io, però le ho mangiate.....)
Un delicato cavolfiore al cucchiaio con castagne arrosto e una gustosa zuppetta etrusca con castagne, cicerchie, salsiccia e un pizzico di peperoncino
 
Enrico dà il benvenuto gli ospiti e spiega  il menu che seguirà, tutti molto attenti, le premesse erano già ottime!
 
 
Mentre gli ospiti si accomodano nelle belle sale del ristorante, io girello, curioso, scatto.....
 
 


Un gradito omaggio Urbani Tartufi con kit stampa, cataloghi e campioni per  tutti gli  ospiti, in eleganti borsine in bella mostra sui tavoli Knoll. La storica azienda umbra fu fondata da Paolo Urbani Senior  a fine ottocento e poi portata alla ribalta internazionale nel secolo scorso dal nipote Paolo, recentemente scomparso. L'azienda vanta un'Accademia e un vero Museo del Tartufo. Oltre ai tartufi freschi, bianchi e neri, invernali ed estivi, propone  una vasta e singolare gamma di prodotti confezionati dagli oli al tartufo al ketchup ai cioccolatini al tartufo.
 
 
E poi finalmente mi intrufolo, autorizzata naturalmente,  nel mio reparto preferito: la cucina
 
 
 
Grande organizzazione in cucina, bell'atmosfera, staff giovane, preciso, ordinato,  silenziosamente agli ordini del bravo Enrico, un vero leader, autorevole ma garbato e gentile che infonde nei suoi ragazzi sicurezza e determinazione e li stimola a dare il meglio. E il meglio sta per arrivare, non una sbavatura nei piatti, temperature e tempi di servizio impeccabili e che dire del gusto? un'armonia di sapori ben dosata, abbinamenti indovinati,  molto interessanti e di grande soddisfazione anche per i palati più esigenti.


Pronti? Via!
 
 
Fonduta di marzolino, uovo fritto dal cuore morbido, cardi gobbi al burro nocciola e....tartufo bianco. Uova e tartufo, un abbinamento classico rivisitato e arricchito, per un risultato eccellente
 
Risotto mantecato con crema di topinambour, salsa al prezzemolo, lampredotto croccante e tartufo bianco. Accostamento ardito e rischioso quello con il lampredotto ma ben dosato e ben risolto per un piatto voluttuoso e ricco, con un riso croccante eppure incredibilmente cremoso da puro virtuosismo culinario.
 
Pane a lievitazione naturale cotto in forno a legna: casalingo toscano,  ai cereali, alle olive, croccantina ai semi di papavero, girelle ai pomodori e al nero di seppia, grissini stirati a mano che il giorno successivo mi sono precipitata a comperare al negozio di Eataly da portarmi a casa
 
Piccolo accenno ai vini: ho saltato solo Baccano, era nell'aperitivo, non mi ero accorta,  mi ero buttata sulle bollicine. A tavola invece mi sono goduta il resto: INNO Vino Libero 2012, un vino austero, senza compromessi, di quelli che mi piacciono molto, appena un po' chiuso, sicuramente si esprimerà al meglio con qualche ulteriore anno di bottiglia. Sangiovese in purezza, proveniente da due diverse vigne, coltivate senza impiego di concimi chimici né diserbanti e con bassissimo contenuto di solforosa. Nato dall'incontro di due spiriti liberi: Gianna Nannini  e Oscar Farinetti.
 
 
Bello scoprire che il vino per "la" Gianna non rappresenta il classico capriccio delle star bensì un vero amore e un  forte legame alla sua terra, rispettoso delle sue radici e della sua estrazione storica e culturale e che i "suoi" vini sono frutto delle sue scelte personali come ci ha raccontato Manuel Pieri, direttore dell'azienda vinicola, seduto al nostro tavolo con la sua signora. 
 
 
Più pronto, equilibrato e gradevole il Chianti Classico Belriguardo 2012 dalla bella beva e con la fresca impronta varietale del sangiovese che spicca nel lungo finale
 
Enrico completa ogni piatto con una generosa grattugiata di tartufo bianco, qui sul gran finale: cubi di lingua al vapore, fondo bruno, purea e dadi di cavolo navone (mai sentito, gusto a metà fra una zucca e una radice), puntarelle e tartufo bianco. Sono a corto di aggettivi, chiedo venia e copio e incollo quanto detto sopra e aggiungo: gran piatto!

 
Ultimo rosso: Rosso di Clausura 2010. Vino sulla carta ruffiano,   con quel tocco di merlot che arrotonda le asperità del sangiovese, morbido all'ingresso in bocca, si sviluppa pieno e avvolgente per chiudere però ancora sulle note varietali terrose, comun denominatore di tutti i vini della Certosa di Belriguardo, che non tradiscono. Della serie "sono banditi i pre-concetti".
 
 
Si chiude in bellezza con Sulcus 2007,  un vin santo  commovente, volutamente contadino, cioè non raffinato; non filtrato come rivela il colore ambrato scuro e velato, dalle note resinate, di miele e di agrumi, da finirci la serata sdraiati sotto il tavolo!! Meraviglioso accompagnamento di un meraviglioso e gioioso dessert e grande piccola pasticceria che seguirà. 
 

 
Dimenticavo...il pre-dessert: panna cotta, pan di spagna, cioccolato e mandorle, su crema di curry e zenzero
 
Purea e chips di patate viola, gelato al fiordilatte e tartufo, "uovo sodo" di bavarese alla banana e gelatina di agrumi, granella di nocciole ovvero se dobbiamo ingrassare ingrassiamo con stile!!
 
 
La piccola pasticceria
 
 
La brava pasticcera Chiara Testore, con Enrico che dispensa le ultime scagliette di tartufo sul dolce
 
 
 
Back stage in cucina: Enrico e Pietro Borroni di Urbani Tartufi
 
Enrico e Sabrina Somigli
 
 
E infine, pure la sottoscritta con Enrico e alcuni membri del suo bravissimo staff
 
Bravi bravi bravi!!! Grazie Grazie Grazie per le belle emozioni gustative e per la divertente e piacevolissima serata!